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Un corso sul design
"Dal cucchiaio alla città" era lo slogan che conferiva al progettista, in un’epoca non troppo lontana, l'apertura mentale e la flessibilità necessarie per applicare un metodo progettuale, scientifico e creativo al tempo stesso, in ambiti estremamente diversificati per scala, per contesto, per tipologia, al di là di qualsiasi limitazione specialistica.
Le riforme del sistema universitario degli ultimi anni hanno prodotto un processo di frammentazione e specializzazione del sapere. Lo spirito di chi ha perseguito e voluto queste riforme è stato quello di produrre reali competenze per il mondo del lavoro, formando forse brave "macchine di produzione", adatte ad una concezione del mondo solamente legata al profitto.
Questo approccio formativo interessa al mondo dell'impresa che sempre più lavora imitando le multinazionali, con programmi e progetti a medio termine, e con processi produttivi che si sviluppano in tempi residui, sacrificando tempo e risorse destinati a quelle attività di ricerca e sperimentazione che sono linfa vitale per qualsiasi ambito progettuale creativo.
Questa politica industriale, neoliberista, ci porterà verso una specializzazione a discapito di una più generale, considerata obsoleta, creando così una massa di futuri professionisti con poca capacità critica e una forte propensione ad essere solo parte integrante di un ingranaggio produttivo complesso, dove nessuno è più sintesi del percorso creativo.
Per questo abbiamo deciso di avviare a Milano un percorso formativo, che vuole ripartire dal progetto, e dal senso che noi diamo ad esso.
Il progetto per noi è soprattuto conoscenza, un modo di vivere la creatività, un' attività umana coinvolta, in tutti gli ambiti espressivi e tecnici. E' insieme di esperienza, metodo, conoscenze tecniche e bagaglio culturale, e non è separabile dal contesto storico in cui si inserisce.
Per questo riteniamo che conoscere la storia e le idee che hanno animato il dibattito culturale nell'epoca moderna, sia essenziale per affrontare una riflessione approfondita sul design del prossimo futuro.
Non abbiamo risposte da dare, ma piuttosto domande da formulare. Non abbiamo una lettura lineare ed univoca della storia, ma pensiamo che attraverso essa si possa e si debbano formulare domande sul presente.
Conoscere la Storia significa innanzitutto esperirla, farla propria, leggerla e rileggerla, ripercorrerla, interrogarla, interiorizzarla. Quello che riteniamo manchi, è la curiosità, è il fare procedendo per tentativi, anche sbagliando, ma assumendo un bagaglio di conoscenze che ci permetta, di affrontare la quotidianità con atteggiamento critico.
Occorre ripartire dal progetto, con la stessa curiosità che ha animato i più interessanti pensatori del secolo scorso, e allo stesso tempo con l'umiltà e la solitudine di chi è consapevole, che il passato non aiuta, e che davanti al foglio bianco ci siamo noi a riscoprire ogni volta che cosa è il mestiere del designer e che cosa è il mestiere dell'architetto.
In questi brevi incontri ci proponiamo di riflettere insieme sulla storia del design, sui linguaggi espressivi che artisti, designer, grafici e architetti hanno adottato, e si affronterà anche il tema dei materiali, che oggi possono avere un proprio linguaggio espressivo, attraverso lezioni teoriche e pratiche. La sintesi di questo percorso sarà l'elaborazione di un progetto, sul tema del recupero, e del riuso di materiali abbandonati, discaricati.
Non sarà un corso esaustivo, ma piuttosto un tentativo di riflessione che possa offrire elementi di analisi e indurre la curiosità e la voglia di approfondimento, consapevoli che possiamo generare in chi parteciperà a questo Percorso, solo dubbi, domande, a cui forse non basta una vita per darvi risposta.
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